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Archivio: Libri

Abitare nella possibilità

“Alle storie narrate o ci si crede (e allora esse si dispiegano nella loro potenza rappresentativa ed evocativa) o non ci si crede (e allora esse restano mute e dure). Senza «fede» non c’è storia che tenga. Le storie richiedono una fiducia di base che conduce all’immersione in un mondo che non è più il nostro, quello solito che conosciamo già. Non credere nelle storie significherebbe narcotizzare anche il reale, spegnerlo, renderlo piatto, superficiale, scarno, secco. Una vita senza storie e senza fede nelle storie sarebbe ben povera: più una persona è ricca interiormente, più ha storie da raccontare e più è disponibile ad ascoltare. Alla fine di ogni giorno bisognerebbe chiedersi: ho una bella storia da raccontare questa sera? Ho ascoltato una bella storia quest’oggi?”

Antonio Spadaro, “Abitare nella possibilità“, Jaca Book.

Abitare - Dodici storie ai margini

Il libro di Pietro SalemmeAbitare. Dodici storie ai margini” (Edizioni Universitarie Romane - 2006) si colloca in un’area di vasto respiro metodologico e clinico. Esso attraversa, infatti, una prospettiva terapeutica basata sul rapporto quotidiano dei pazienti con la gruppalità, sia essa intesa come large group comunitario che come interazione del singolo paziente con gli altri ospiti o con lo staff di operatori. Il testo, inoltre, è attraversato dalle tante osservazioni sulla fenomenologia dell’abitare, che diviene campo d’indagine e strumento operativo su cui attivare pensieri e risorse d’équipe per favorire i processi terapeutici di cambiamento.

Nella narrazione di ogni singola storia, c’è l’eredità affettiva che gli individui sofferenti hanno sedimentato negli oggetti che le loro case ci svelano ad uno sguardo approfondito, ci sono le storie che costoro hanno disseminato con la loro presenza nei locali delle strutture sanitarie, spesso, quest’ultime, solo reperibili nelle cartelle cliniche così poco generose di dettagli che esulino dalla classica descrizione dei decorsi sintomatologici, ci sono le immagini di un territorio in cui l’équipe della Comunità Terapeutica scende cercando commistioni e mimetismi a scopo epistemofilico e clinico per continuare a pensare la complessità dell’esistere e del creare legami, c’è infine l’eco delle registrazioni controtransferali degli operatori, che sono impegnati sul versante personale interno nell’analisi della domanda di cura nonché sui processi della propria stessa temporalizzazione quali agenti terapeutici e individui umani.

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La necessità del caso

In un mondo che corre a ritmi frenetici, con il crescente bisogno di avere tutto sotto controllo, il libro di J.F. Vézina, psicologo, psicoterapeuta, musicista, conferenziere (edizione Magi 2007), appare come un elogio del caso. Non per niente il titolo”La necessità del caso”: il caso così indispensabile per quelle svolte davvero importanti della vita, che tanto spesso arrivano dopo fortuite coincidenze. Cosa accadrebbe se non esistessero? Il caso ci mette spesso di fronte ad incontri imprevisti, a relazioni insospettate che possono essere importanti per i nostri cambiamenti. Se si è pronti a lasciare vecchie sicurezze, ad esporsi mentalmente al paradosso del caso, ecco che arriva quell’episodio, quella persona, quel libro, quell’autore, quel brano musicale che possono cambiare l’esistenza. Leggi il resto »

La fabbrica delle immagini

Edito da Ma.Gi. nel 2007 e presentato dall’autrice Teresa Biondi e dalla psicoanalista AIPA Luciana De Franco all’interno di un evento dell’Estate Romana 2007, il libro è un sofisticato intreccio di cinema e psicoanalisi, frutto di un accurato approfondimento storico-antropologico.

Attraverso una lettura psico-antropologica, l’autrice traccia la storia del cinema, e più precisamente delle immagini filmiche, mettendo in evidenza lo stretto rapporto tra cinema e psicologia.

Le immagini, sostenute dalla tecnica cinematografica, mettono in scena e rappresentano la vita dell’inconscio, quella parte nascosta, antica ma sempre rinnovata, che trova in ognuno di noi le forme più diverse di rappresentazione: sogni, fantasie, associazioni; ma anche disegni, pitture, poesie, racconti, e, appunto, film. Un linguaggio per esprimersi, dunque. Leggi il resto »