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Ornella Amoriggi

È Educatore (educatrice proprio non si può sentire) Professionale di Comunità. Si laurea nel 2007 con tesi in psichiatria su: I Gruppi Multifamiliari nella Comunità Terapeutica Riabilitativa.

Nel 1983 si specializza in Marketing e Tecniche della Pubblicità presso l’Istituto Europeo di Design –Dipartimento “Centro Studi Comunicazione”. È esperta nel marketing dei prodotti e dei servizi.

Ha lavorato in Italia e in Africa (dove ha anche molto viaggiato).

Questo percorso formativo apparentemente bizzarro (e in senso classico lo è) è invece molto assennato. Per chi vuole saperne di più, segue una lunga (d’altro canto l’età c’è) pagina personale:

 

A nove anni (siamo nel 1961) emigra, con la famiglia, dalla Lucania a Roma. (Qui scopre l’esistenza del semaforo).

Si iscrive all’università nel 1972, facoltà di lettere e filosofia. E’ quasi in procinto di laurearsi (1976) quando decide di iscriversi a psicologia e… di iniziare un’analisi personale.

Negli stessi anni: •con un gruppo di coetanei ‘molto speciali’ crea la rivistaMuzak, prima rivista di musica progressiva, •insegna disegno e storia dell’arte al XXII liceo scientifico statale di Roma e lettere nella scuola media statale di Mentana, •è disegnatrice, e poi responsabile, del dipartimento iconografico dell’Enciclopedia Medica Italiana, •impagina Noi Donne (settimanale dell’Unione Donne Italiane), Quotidiano Donna (settimanale del ‘femminismo vetero’) e varie testate nazionali.

Un’esperienza straordinaria di questi anni è la pratica del ‘gruppo di autocoscienza femminile’ che, se da una parte rompe le regole dell’ormai intristito impegno politico, dall’altra si rivela come una sorta di terapia di gruppo senza terapeuta. Risultato: buona parte delle partecipanti finisce dritta dritta sul lettino dell’analista.

 

Siamo ora nel 1978 e i fatti della vita, conditi da una robusta irrequietudine esistenziale e professionale, la portano altrove. Questa volta la meta non è un ateneo, non é uno studio analitico e neanche la redazione di un giornale. E’ un continente: l’Africa.

Parte con un biglietto di sola andata. Rientro previsto: quando finiscono i soldi.

 

Rientrata in Italia dopo un anno. Segue un lungo periodo di stanzialità (se si esclude un viaggio in Indonesia). •Riprende gli studi ma non terminerà il corso di laurea in psicologia. Si specializza, invece, in Marketing e Tecniche della Pubblicità presso l’Istituto Europeo di Design – Dipartimento ‘Centro Studi Comunicazione’. •Riprende l’analisi…che non era mica finita! La conclude. (Ovviamente si fa per dire… nel corso degli anni si sottoporrà, a vari ripassi).

In questi anni lavora come copywriter, prima, e come direttore creativo, poi, in varie agenzie di pubblicità. La maternità voluta (1985)… ma non solo… la fa poi optare per la libera professione.

 

Dal primigenio viaggio nel continente nero ne germogliano altri. Più che di viaggi, in effetti, si tratta di veri e propri trasferimenti con prole a seguito. Riparte per l’Africa nell’1989. Vive e lavora per un anno nella Repubblica di Djibouti dove •ristruttura le scenografie degli ambienti della televisione nazionale. Seguono quattro anni in Burkina Faso dove nell’ambito del programma d’appoggio alla sanità pubblica (Ministero degli Affari Esteri-MAE), •realizza, la campagna nazionale di sensibilizzazione per la ‘vaccinazione per l’infanzia’ e •formula la strategia di comunicazione per il rilancio del programma del ‘Centro nazionale di lotta contro la malaria’; •idea e progetta la scenografia di uno spettacolo del ‘programma a favore dei bambini di strada’ (UNICEF); •supervisiona i lavori per il ‘Padiglione della creatività’ del ‘Salone internazionale dell’artigianato africano’ (Comunità Europea).

 

Rientra in Italia nel 1996. Sua figlia è ormai preadolescente. E’ il momento di fermarsi.

In questi anni (cinque, in effetti) vive a cavallo di più continenti. Consulente di comunicazione del Ministro per le Pari Opportunità, su nomina del Presidente del Consiglio, •partecipa come membro dell’équipe del Governo Italiano alla negoziazione di un progetto bilaterale con gli USA contro la tratta a scopo di sfruttamento sessuale di donne e bambini (New York, Washington, San Francisco). Contemporaneamente è consulente di comunicazione per la Commissione Europea: •in Senegal per il ‘Programma di appoggio al piano nazionale di lotta contro l’AIDS; •in Burkina Faso e Costa d’Avorio per la formulazione di una proposta di marketing associativo per la sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni degli stati membri al progetto dell’ Union Economique et Monétaire Ouest Africaine (UEMOA).

 

La fine del quinquennio (siamo nel 2002) è segnata da una profonda crisi personal-professionale. Per farla breve la realizzazione di ‘grandi progetti’ e la frequentazione dei ‘palazzi del potere’ non la interessano, la annoiano, la intristiscono, le restituiscono una sensazione di grande inutilità. Rimesta nel pentolone dell’esperienza vissuta (professionale e non). Si rende conto che (non sa bene come) è finita nel girone sbagliato e…scende!

•Si iscrive, in gran segreto, al corso di formazione dell’Associazione Volontari Ospedalieri per poter prestare servizio come volontaria in una comunità terapeutico riabilitativa. Capisce rapidamente che ciò che fa per un pomeriggio a settimana vuole che diventi il suo lavoro…

Che fare?

•Alla sua veneranda età ritorna sui banchi. 
Nell’anno accademico 2003/2004 si iscrive alla Facoltà di Scienze della Formazione -indirizzo Educatore Professionale di Comunità. Si laurea nel luglio 2007 con tesi in psichiatria su: ‘I Gruppi Multifamiliari nella Comunità Terapeutica Riabilitativa’ e… hop… eccomi qua.