La matematica: gioie e dolori (ma più dolori)

Su Slashdot, l’annuncio che uno studente di Birmingham ha vinto 25.000 dollari provando che la macchina di Turing di Wolfram è universale.

Per me sarebbe sicuramente più facile vincerli partecipando al concorso citato nel post precedente, anche perché pur sapendo vagamente cos’è una macchina di Turing non ho la più pallida idea di cosa effettivamente questo giovanotto abbia dimostrato (in quaranta pagine, se può essere una giustificazione).

Comunque, la cosa mi ha ricordato un altro articolo di Slashdot comparso qualche giorno prima, in cui un lettore chiedeva quale fosse il modo migliore per imparare la matematica da soli.

Ebbene, l’informazione in Rete assume diverse caratteristiche a seconda della materia trattata: se si tratta di storia, politica, cultura, scienze umane in genere, si trova di tutto e con i gradi più diversi di accuratezza. Ma se si tratta di informatica o di materie strettamente tecniche, si ha un quasi assoluta certezza che le informazioni, peraltro largamente disponibili, siano anche esatte.

La matematica però fa eccezione. Come l’informatica, è una disciplina assolutamente tecnica, non interpretabile; come l’informatica, esistono diversi gradi di competenza. Come mai allora non esistono tutorial? Come mai non è possibile partire da zero (o da molto in basso) e costruire una propria competenza grazie ad Internet?

Se avete la risposta (o se sapete indicarmi qualche sito), fatemelo sapere, metterò tutto online su Asterione. E soprattuto, se invece siete dei matematici e vi piacerebbe contribuire, contattatemi.

Pubblicato mercoledì 24 ottobre 2007 da CMG
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5 Commenti a “La matematica: gioie e dolori (ma più dolori)”

  1. Francesca E. Magni scrive:

    sono felice di vedere che c’è la possibilità di commentare!!

    come vi ho già detto via mail, questa notizia per me è stata una gioia pazzescamente pazzesca!!!

    Wolfram si occupa di Automi Cellulari che è un campo della matematica che amo e conosco abbastanza bene.

    Vi segnalo un articolo sull’argomento che è uscito adesso e che dovrebbe essere comprensibile, spero!
    Se avete qualche domanda, sono qui!

    L’indirizzo è : http://ulisse.sissa.it/biblioteca/saggio/2007/Ubib071109s001

    a presto

    fem (mi firmo così in rete…)

  2. admin scrive:

    Grazie per la segnalazione, se hai qualche altra risorsa da consigliare siamo qui ad ascoltare :-)

    Per sapere di cosa si parla, una versione freeware del gioco su Mac è questa: http://www.geocities.com/~karlvonl/Software.html#NiftyLife

    Immagino non sia difficile trovarne in giro anche per Win o linux

  3. Zak scrive:

    La Matematica e’ in realta’ il tutorial di se stessa. Si parte da alcuni principii base (gli assiomi) e da li’ si costruisce un castello, anzi un universo di considerazioni.
    In questo, la Matematica fa fede alla sua etimologia greca.
    Non c’e’ niente di difficile, posto di non voler partire dal teorema di Goedel o dalla dimostrazione di Fermat. Bisogna andare passo passo, e si puo’ andare anche molto veloci.

    Io ho anche la mia idea che la Matematica non spaventi perche’ sia oscura, ma perche’ sia eccessivamente chiara, e una simile limpidezza non lascia le zone d’ombra rassicuranti di molti altri campi.
    (lo so benissimo che la Matematica non e’ un sistema coerente e completo, ma quasi tutti si spaventano dalle elementari al liceo, quando l’incompletezza non e’ ancora un problema.)

  4. admin scrive:

    C’è una specie di baratro, almeno per me. Fino ad un certo punto, è tutto facile, chiaro e ben illustrato su ogni manuale (algebra, geometria, ad un livello scolastico). Oltre un certo punto esistono testi divulgativi (più per la fisica che per la matematica, in realtà) che permettono una comprensione dei concetti fondamentali di una discussione pur senza entrare nel merito della singola formula.

    C’è una parte di mezzo, che per me coincide con gli integrali, che sfugge. Non viene spiegata bene da nessuna parte. È come se mancasse un capitolo: si passa dalle addizioni al calcolo differenziale nel giro di una pagina - e senza quelli non è che si vada molto avanti…

    Inoltre, secondo me è un problema di metafore: ognuno visualizza o memorizza le cose alla propria maniera. Chi ha una mente portata per la matematica assimila e trattiene i concetti facilmente, gli altri (come me) hanno bisogno di metafore, di immagini.

    Io lo vedo con il salto fra programmazione procedurale e ad oggetti. Quest’ultima per me è terribile, non riesco nemmeno a fare un “Hello World!” senza un tutorial sotto il naso. Ma sono convinto che il problema sia che mi manca una metafora comoda degli “oggetti” e che, se la trovassi, mi potrei impadronire di tutto un sistema.

  5. Zak scrive:

    Il problema e’: integrali inclusi o esclusi? :)
    Sugli integrali, per me il tutorial e’ stato il volume del quinto scientifico del Ferrauto (ironicamente, se non l’avessi usato come “tutorial” mi sarebbe stato precluso, avendo fatto il classico). C’e’ una spiegazione bellissima e semplicissima del teorema di Torricelli-Barrow.
    Come tutorial successivi invece i manuali della mcgraw-hill li ho sempre trovati molto chiari.

    sSu internet, invece, c’e’ il sito http://www.chihapauradellamatematica.org/
    ;)

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