I social network battono i siti porno
Il Corriere della Sera riporta uno studio americano che dimostrerebbe come i ragazzi americani tra i 18 ed i 24 anni navighino più su siti di social network (come Facebook e MySpace) che sui siti porno.
La pornografia online è un canale di gratificazione immediata particolarmente efficace in Rete per le ragioni che possiamo facilmente immaginare; di fatto, ogni volta che viene lanciata una nuova piattaforma digitale, la disponibilità di contenuti pornografici assume quasi il potere di una “killer-app”. Ora sono però disponibili social network giganteschi, fortemente interconnessi ed altamente personalizzabili. Siamo portati a pensare (Freud docet) che il bisogno di gratificazione sessuale istantanea sia uno dei più potenti attivatori comportamentali.
Questa ricerca sembra invece sostenere che esiste un bisogno ancora più urgente e primitivo, il bisogno di relazione. Forse siamo un po’ più complessi di come certo riduzionismo voglia farci pensare.
14 Novembre 2007 alle 09:23
Finche’ il riduzionismo non mi spieghera’ il libero arbitrio, avra’ grossi limiti.
Pero’ c’e’ da dire che considerare il bisogno di gratificazione sessuale immediata piu’ potente del bisogno di relazione e’ sbagliato (anzi, peggio, ingenuo) anche in un’ottica riduzionista (ottica che, se utilizzata bene e’ uno strumento potentissimo).
14 Novembre 2007 alle 12:25
Perché ingenuo?
Esempio: in Italia il 90% delle pubblicità si fa con tette-e-culi (pardon per il francesismo, mi dovrò moderare da solo), anche per vendere un carburatore. Però tu pensi che “TIM Tribù” venderebbe di più con una donnina scosciata? Gli adolescenti li freghi proprio puntando sulla relazione e sul fare gruppo, molto più che sul sesso!
Quello che dico è: 1. che non è affatto detto che il bisogno di relazione non sia biologicamente fondato; 2. che anche se non lo fosse, non è possibile liquidare tutto ciò che si solleva dal biologico come mera “sublimazione”; 3. che, riconosciuto ciò, di questa nozione si possono fare gli usi più vari (dalle comunità hacker che popolano l’open source a facebook a quelle sevizie di abbonamenti sms in cui si chatta a un euro per 60 caratteri).
(parlo a vanvera ma sono di fretta)
14 Novembre 2007 alle 14:16
Sottoscrivo in pieno. In fondo il mio punto era ribadire che quei “certi riduzionisti” hanno parecchio da imparare sullo stesso riduzionismo
Avrai sicuramente letto “Il gene egoista”; l’autore non puo’ essere certo accusato di NON essere materialista, ma c’e’ una frase illuminante che recita piu’ o meno cosi’: una volta che un replicatore viene creato, esso non ha bisogno di altre ragioni per replicarsi e prolungare la sua esistenza che il solo fatto di esistere.
Questa idea mi sembra bellissima: ne discende abbastanza rapidamente che molti bisogni umani che pure possono trovare un’origine biologica non hanno piu’ bisogno di tornare a quell’origine per giustificare la loro esistenza e le loro dinamiche: esistono, la “dignita’” del loro esistere e’ insita in loro, non e’ da riferirsi sempre all’origine ancestrale. (concetto che e’ parente del dire: io ho dignita’ in quanto individuo, non perche’ mio nonno era pincopallino)
14 Novembre 2007 alle 14:23
Non l’ho letto, ma è il caso che rimedi, grazie per la dritta