Al lettore l’ultima parola
Nella zona di St. Louis, una ragazzina di 13 anni si è tolta la vita dopo una disavventura su MySpace. Un coetaneo conosciuto online improvvisamente ha smesso di frequentarla, spiegando che aveva saputo che era una “cattiva persona” e che non meritava la sua amicizia. Questa tragedia assume contorni inquietanti quando si scopre che l’amico non è mai esistito, ma era solamente la falsa identità della madre (forse di più adulti insieme) di un’altra ragazzina, in vena di malevoli dispetti.
C’è già abbastanza materiale per far riflettere, ma la storia si complica. Un sito dedicato al mondo femminile (Jezebel) riprende la storia e si accanisce sulla donna, la cui identità era stata tenuta nascosta dalla stampa per proteggere un’altra ragazzina: la figlia adolescente di quest’ultima. Il sito invita alla caccia all’uomo e viene imitato da blog e siti personali di lettori inferociti. Questi ultimi, tra commenti e passaparola, scovano la signora e pubblicano il suo nome, indirizzo e numero di telefono.
Tutta la storia viene ripresa e sintetizzata da Online Journalism Review (che pubblica i link alle varie fasi della faccenda), su cui vengono tratte alcune conclusioni:
- Non è più possibile restringere l’accesso all’informazione: i lettori sono in grado di reperire le informazioni taciute;
- L’assenza di informazione ha scatenato la frustrazione dei lettori che si sono attivati per coprire la lacuna con particolare accanimento
Secondo il sito, quindi, questo “buco” informativo ha ingigantito ulteriormente una tragedia. Peraltro, si nota in quelle righe che nessuno, in tutta questa trafila, ha menzionato la seconda ragazza.
Le conclusioni sono concrete, ma molto miopi. C’è un’altra lezione da imparare, anche se forse non è così facile capire quale.
21 novembre 2007 alle 10:15
Lezioni da imparare ce ne sono molte, e a molti livelli (come in molte altre cose).
La cosa che mi viene piu’ diretta e’ che questa capacita’ di riempire i buchi informativi e’ limitata alle comunita’ che vengono frequentate; l’informazione piu’ interessante e’ sempre piu’ sfuggevole, sempre piu’ nascosta e meno ricercata. E’ quasi “diluita”, ma ad essere “diluiti” sono anche i canali per arrivarci.
Ma forse sono io ad essere un vecchio trombone che se ne sbatte un po’ dei dettagli della cronaca nera e cerca informazioni su avvenimenti piu’ pallosi.
21 novembre 2007 alle 12:16
Osservazione mooooooolto acuta, son proprio d’accordo (quella sull’informazione, non quella sul trombone
)