Videogiochi e violenza: non c’è relazione?
Qualche tempo fa fece molto clamore sulla stampa generalista uno studio che dimostrava l’associazione fra alcuni videogiochi e la manifestazione di comportamenti violenti nei più giovani. Facile la conclusione: Doom fa male, fa impazzire i nostri bambini che poi passano al mitra.
Uno studio meta-analitico appena concluso smentisce tutto, partendo da un assunto abbastanza elementare: può un comportamento quasi ubiquitario (sono moltissimi i ragazzini che giocano con i videogames) essere predittivo di un evento estremamente raro (il comportamento omicida negli adolescenti)? Christopher Ferguson ha pensato di approfondire la questione e di pubblicare gli esiti.
Ars Technica, che riporta le conclusioni dell’articolo, pubblica quasi contemporaneamente un altro post sull’uso che gli adolescenti fanno dei programmi di messaggeria istantanea e sul modo in cui ciò influenzi le loro relazioni intepersonali.
Siamo sicuri che sia così facile capire cosa “faccia male ai ragazzi”?
20 novembre 2007 alle 15:44
[...] Ora siamo sostenuti in questa convinzione anche da recenti studi scientifici. [...]
21 novembre 2007 alle 10:06
Che i programmi di chat fossero potenzialmente piu’ pericolosi dei videogiochi pensavo fosse un assunto elementare, ma daltronde pensavo anche che l’essere umano fosse un animale pensante.
Sicuramente un robo elettronico che mi mostra della violenza non e’ troppo diverso da un film violento. E imho risolve meglio alcune pulsioni che si possono creare.
Sulla messaggeria istantanea pero’… sono daccordo che sia piu’ critica dei videogiochi (in fondo va direttamente a toccare la sfera relazionale, mentre la questione dei videogiochi e’ MOLTO piu’ indiretta), ma credo che il problema sia essenzialmente quello che c’era per le ultime generazioni col telefono. L’uso che se ne fa e’ analogo; e’ solo piu’ comoda, TROPPO piu’ comoda.
Permette di interfacciarsi con piu’ persone, non blocca la linea di casa, e’ silenziosa, permette di dedicare alla conversazione un’attenzione minore (o quantomeno intermittente).
Sono tutti elementi che prima limitavano l’uso del telefono, ma che ormai non limitano piu’ nulla.
21 novembre 2007 alle 12:22
Già.
Sui videogiochi, ammetto che dopo aver giocato una volta ad Halo per mezzo pomeriggio mi sono sentito un po’ strano… Non per il fatto della violenza, proprio per la simulazione estremamente realistica di ambienti, movimento etc. Però finché qualcuno non fa una PET ad un videogiocatore non possiamo dire molto molto altro…