Un altro furbetto (Adobe)

URL sospettoQuesta volta tocca ad Adobe spiegare un comportamento poco chiaro. La Adobe Creative Suite si collega all’indirizzo 192.168.112.2O7.net.

Fate però attenzione: la prima parte - “192.168″ - lascia supporre che venga cercato un indirizzo di una macchina della rete locale (gli indirizzi numerici delle reti locali iniziano usualmente in questo modo). Senonché, non stiamo parlando di un indirizzo numerico (quelle sequenze di quattro numeri fra 0 e 255 separate da punti che identificano univocamente una macchina di rete), ma dell’URL di un server che sta da qualche parte su Internet (come “www.asterione.org”, solo che anziché scegliere un nome come “asterione” è stato preferito un nome che somigli alla sequenza di numeri sopra indicata). Infatti “2O7″ è a ben vedere “due-lettera o-sette”; infine, l’indirizzo termina con un inequivocabile “.net”.

Un osservatore poco attento che controlli solo l’inizio dell’indirizzo è portato a pensare che la chiamata riguardi una delle proprie macchine (che esista o meno è poco importante, tanto l’informazione non esce - si suppone - dalla propria rete locale). Invece si va su Internet chissà dove, chissà perché.

Legittimo che Adobe “chiami casa”; irrituale che lo faccia senza avvertire l’utente; sospetto che lo faccia cercando di imbrogliarlo e di fargli credere il contrario con un trucchetto grossolano come questo.

Adobe si difende con una nota tecnica in cui spiega che il collegamento serve a fornire alcuni servizi nell’uso delle applicazioni della Creative Suite e che in aggiunta raccoglie dati (anonimi) al fine di migliorare il prodotto.

Il punto è che se entro in un vicolo buio e mi si avvicina un signore con una calza sulla testa e la pistola in mano, per quanto affermi che mi vuole solo chiedere un’informazione, chissà perché non mi convince. Sarò malfidato?

» Via TUAW

Pubblicato mercoledì 9 gennaio 2008 da CMG
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