Piccole cose che cambiano la vita
Pur non essendo l’utente “tipo” dei palmari, li uso da molto tempo (ho provato le gioie dell’Apple Newton MessagePad 2100, tuttora insuperato). Per un motivo o per un altro ho sempre usato palmari di Palm (con sistema operativo anch’esso Palm), passando per un m515, poi un Tungsten T5, infine un bel T|X con tanto di Wi-Fi, scheda da un giga e - perché farsi mancare qualcosa - tastiera portatile.
Confesserò che, defunto il Newton dopo il ritorno di Jobs in Apple, la scelta di Palm era anche un po’ obbligata (l’unica cosa prodotta da Microsoft usata nella mia vita è stato Word 5.1 per Mac, che era un signor programma - e il Blackberry non corrispondeva affatto alle mie frugali esigenze).
Senonché, all’ultimo MacWorld l’iPod touch si è arricchito del programma di posta elettronica e di un altro paio di sciocchezzuole, il che mi ha inaspettatamente posto una questione: può un apparecchio che non è né vuole essere un palmare, sostituire un secondo apparecchio che vuole essere esattamente questo, cioè un palmare?
Inizio dalla conclusione: l’ho comprato ed ora il mio T|X aspetta un nuovo acquirente su eBay. Perché mi sono bastate poche ore per scoprire la risposta. Eccola:
Il mio futuro ex palmare ha un sacco di funzioni utili e moderne: la connessione wireless 802.11, la possibilità di leggere immagini, video e audio, un’agenda, una rubrica, un browser web, un client di posta, funziona come disco esterno. Con una spesa aggiuntiva mi sono procurato DocsToGo (l’unico programma che ad ogni upgrade a pagamento per una funzione che aggiunge ne toglie un’altra - vedi la perdita del supporto ad rtf), in modo da leggere e scrivere i file di Office. Sulla carta, ho tutto quel che mi serve.
Ho provato la connessione WiFi all’università quattro volte (una di quelle che richiedono l’autenticazione tramite browser). Tre di queste volte non mi è riuscita. Quando mi collego ad una rete, in ogni caso, usare il browser è impensabile per consultare pagine web moderne, è un’esperienza frustrante. Ad un certo punto ho smesso di provare.
Versamail è carino, ma il 50% delle volte non si connette o lo fa dopo diversi tentativi. Ad un certo punto ho smesso di usarlo.
Real Player permette di usare il TX come un player mp3. Ovviamente non legge le canzoni comprate su iTunes, ma nemmeno le AAC non protette. Per sincronizzarlo bisogna smanettare con MissingSync (l’altro programma a pagamento necessario per sincronizzarlo decentemente con il Mac, perché PalmDesktop non sincronizza alcunché con i programmi che uso su Mac). Peraltro l’interfaccia USB 1 è un po’ lenta. Insomma, ad un certo punto ho smesso di usarlo.
Per i video è ancora più schizzinoso, perché devono essere in .asf o in pochi altri misteriosissimi formati, con l’aggiunta di tutti i problemi delle canzoni, insomma, ad un certo punto mi sono comprato un iPod nano e… ho smesso di usarlo.
I file di Office: io non uso Office, quindi in pratica salvo i miei files in .doc solo per passarli sul palmare - che, come detto, non supporta più nemmeno l’rtf. Però mi sono accorto che alla fine li uso poco. Se ho mezz’ora di buco, anziché leggere un libro su uno schermo minuscolo, mi vedo un video (sempre su uno schermo minuscolo, ma tanto non si tratta di Guerre Stellari).
Progressivamente mi sono accorto che avevo una costosissima agenda che, dopo tre anni, ancora scrive “d” quando intendo “o” e “v” quando intendo “d” e mi è venuta una gran nostalgia della mia Quo Vadis Rigiro.
Poi arrivano il MacWorld e la successiva conferma che l’iPod touch sincronizza gli appuntamenti (la prima versione non lo permetteva).
Ne avevo provato uno a Londra il giorno che era uscito: tutti imprecavano per la tastiera virtuale, io invece ho inserito un url in un attimo senza un solo errore di battitura - e non ne avevo mai toccato uno.
Non ce l’ho fatta, ho preso la macchina e ieri pomeriggio sono andato. Sono passate 23 ore (che vi assicuro ho dedicato anche ad altro) ed ora il mio iPod è perfettamente sincronizzato con agenda e rubrica, quando scrivo gli appuntamenti “o” vuol dire “o” (e anzi mi offre l’autocompletamento).
Ho le stesse funzioni del T|X, solo che qui le posso anche usare. Del passaggio di dati si occupa iTunes se sono pigro, me ne occupo io col drag&drop se ne ho voglia. Posso sempre leggere i documenti di Office, se necessario (solo sotto forma di allegati di Mail), ma sono convinto che non ne avrò bisogno. Nel frattempo, però, sto mettendo tutto su Google Docs. E sono anche abbastanza sicuro che Safari mi farà autenticare alla rete universitaria senza problemi, quando arriverà il momento - perché lo ha già fatto dal mio MacBook Pro.
Allora la risposta è: sì, un iPod se la cava meglio.
Pubblicato domenica 20 gennaio 2008 da CMG
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