UnspeakableDogness
Piccola autopromozione con considerazioni ovvie e nota finale divertente. Ai primi di agosto è stato accettato da Wordpress.org il mio tema “UnspeakableDogness“; da ieri è disponibile la nuova versione, la 1.4.
Ho sviluppato (sostanzialmente per divertimento) diversi temi, alcuni più riusciti ed altri meno, ma questo è il primo che appare su un sito internazionale e dunque ottiene una certa visibilità (sono in attesa della pubblicazione del secondo).
Ora le considerazioni. Ai pochi download dei mesi precedenti, quando il tema era solo sul mio sito, hanno fatto seguito i quasi 500 download dei 30 giorni di hosting ufficiale presso Wordpress.org. Ovvio: la visibilità è tutto. Anzi, il numero di download è piuttosto alto a fronte di una valutazione mediocre (due stelle e qualcosa, ma solo 4 votanti che sono - sarò malizioso? - altri autori di temi).
I contatti sul sito sono aumentati esponenzialmente, e anche questo è piuttosto ovvio (mi chiedo se qualche contatto proveniente da Wordpress.org si trasformi in una segnalazione di interesse per le attività asterioniche e bombacartiane, questo sì che sarebbe più interessante).
Infine, la scelta di un nome assurdo rende molto facile tener traccia di chi installa il tema. Se lo avessi chiamato “Giorgio” Google non mi avrebbe aiutato gran che.
Questo ci porta alla nota conclusiva. Per quanto test si possa fare, nulla è meglio del vedere il proprio tema al lavoro su un sito funzionante e creato da altri (la concreta installazione, peraltro, è un indice ben più rilevante del numero di download o delle stelle attribuite). Ma la cosa interessante è vedere come gli utenti cambiano il prodotto per adattarlo alle proprie esigenze, chi in modo creativo (questo il mio preferito), chi in modo… meno creativo.
Per una carrellata, basta un Google su “UnspeakableDogness“.
5 settembre 2008 alle 13:55
Già, il nome è straordinario!
(io! io! io!)
Comunque è proprio una bella cosa.
5 settembre 2008 alle 13:56
Per chi ancora non lo sapesse, il nome di questo e di altri temi è frutto della perversa, malata fantasia di Maura.
5 settembre 2008 alle 13:57
Eheh…