Esistono piccole software houses specializzate in un particolare settore che riescono a sfornare programmi di qualtà eccellente. Una di queste è plasq (che produce gli ottimi Skitch e ComicLife, quest’ultimo ora anche per Win).
Le applicazioni di plasq sono originali, facili da usare e sfruttano appieno le peculiarità di MacOS X. Nell’AppStore si può trovare adesso anche Comic Touch, applicazione per iPhone/iPod touch. Ecco il video introduttivo, anche questo piuttosto originale.
La prima buona notizia arriva subito e invero la aspettavo con ansia: Matt Mullenweg ha annunciato la prossima disponibilità di un’applicazione con cui sarà possibile creare un post di WordPress da iPhone/iPod touch.
Mentre aspettiamo che si completi il passaggio a MobileMe e che salti fuori a momenti il tanto agognato firmware 2.0 dell’iPod touch, ci consoliamo con un articolo di TUAW che illustra come mai l’AppStore (ovvero il negozio online per le applicazioni per iPhone/iPod touch) sta per cambiare il mondo.
Ubiquitous computing
Connectivity
Location awareness
Development and distribution
User interface and controls
Non ho ancora il firmware, ma già ho scaricato AIM, Facebook e Shazam. Sto aspettando Cro-Mag Rally che sarà il mio primo acquisto.
Già da qualche giorno gli indirizzi @me.com (che sostituiranno @mac.com) hanno iniziato a funzionare (il mio ieri); il sito .Mac è indisponibile da stamattina e in giornata ci aspettiamo la comparsa del nuovo MobileMe. Nel frattempo è uscito iTunes 7.7 con un pannello per la gestione delle applicazioni: domani, in contemporanea con l’uscita di iPhone 3G, dovrebbe arrivare il firmware 2.0 (per i vecchi iPhone e gli iPod touch) che permetterà di collegarsi all’AppStore e scaricare centinaia di nuove applicazioni per iPod/iPhone (fra cui giochi che sfruttano il sensore di movimento, forse la novità tecnologicamente più interessante).
La sincronizzazione di calendari, indirizzi, bookmarks e altri dati personali avverrà “over the air”, senza necessità di collegarsi al dock: basterà una rete wireless o, per l’iPhone, anche cellulare. Il tutto, posta compresa, in modalità push, senza bisogno di fare nulla manualmente.
L’unico difetto è la scomparsa dei bookmarks da web, di cui non si capisce il motivo. Ma va detto che i vantaggi sono tali da far mandare giù il rospo molto volentieri.
Vodafone risponde alle critiche sulla soglia massima per l’iPhone di 600 MB al mese, dimostrando che in certi casi il silenzio è d’oro (leggere i commenti degli utenti per rendersi conto di come sia convincente la tesi). Ma come?, sembrano dire, con 600 MB potete usare Google maps tre volte alla settimana. Però.
Nonostante siano mesi che aspetto, tanto da aver segnato la data dell’11 luglio sul calendario ed essermi registrato e prenotato in ogni lista possibile, sono abbastanza sicuro che non comprerò un iPhone. Almeno non adesso.
L’allarme lanciato da Mossberg (riportato in questo post) è particolarmente valido per Italia: TIM e Vodafone anziché concorrere ferocemente con prezzi al ribasso sembrano aver stretto il solito accordo di non belligeranza. L’esito è che iPhone in Italia non può essere usato per come è stato progettato, ovvero come un computer connesso ad internet in modo persistente. All’estero le tariffe sono flat senza alcun limite di dati (ad esempio negli USA) o senza un limite preciso ma sottoposte ad un “fair use” (vale a dire che il carrier si prende la libertà di limitare un traffico eccessivo come potrebbe essere quello generato dal P2P, come avviene invece nel Regno Unito).
Il tetto di 1 GB al mese imposto da TIM (600 MB per Vodafone) è assolutamente insufficiente; in particolare per le ricaricabili consiste nella semplice somma di un limite giornaliero di 30 MB: orbene, ci sono giorni in cui non ci si connette affatto, altri in cui si usa internet più intensivamente e può capitare di scaricare 30 MB in una giornata (mail con grafica in html, pagine grassocce, Google Maps, per non parlare di qualche video da YouTube).
La navigazione sottoposta a questa spada di Damocle è tutt’altro che spensierata e costringe ad un uso “ponderato” del terminale, che è - per come è pensato l’apparecchio - una contraddizione in termini.
MaCity dà oggi l’annuncio dell’ingresso di Tre nel mercato di iPhone a partire da settembre. Da subito, la compagnia ha manifestato un interesse concreto nei confronti del telefonino della Apple e ha esercitato pressioni per poterlo avere. Ebbene, le pressioni pare abbiano funzionato. Non è dato sapere quali saranno le tariffe proposte da Tre (che annuncia cifre del 20-30% inferiori), ma è certa una cosa: saranno necessariamente più convenienti perché frutto di una autentica libera concorrenza.
In questo panorama, vincolarsi per due anni ad una sanguisuga - che si chiami TIM o Vodafone - mi sembra una mossa imprudente. Conviene aspettare (o, per chi ha fretta, comprare l’apparecchio sbloccato a prezzo pieno).
Per inciso: scordatevi il jailbreak, pare che con il nuovo firmware (di serie sul 3G) non ci sarà trippa per gatti…
Sono uscite oggi le tariffe di Vodafone per iPhone, quelle di TIM circolano in modo ufficioso da un po’. Nemmeno la più salata prevede traffico dati illimitato. Vodafone addirittura si ferma a 600 MB al mese. La mia sensazione è che nessuna delle due compagnie digerisca un apparecchio che andrebbe promosso con una politica diametralmente opposta.
Noi Apple victims, ovviamente, lo prenderemo lo stesso accendendo un mutuo. Ma gli altri?
P. S. - Torna utile questo editoriale di Walt Mossberg recentemente citato da melablog: il punto centrale del suo discorso (ovviamente focalizzato sul mercato americano, ma largamente adattabile a quello europeo) è che i carrier, di fatto, ostacolano l’innovazione tecnologica.