A dispetto dei tentativi da parte di Microsoft di indebolire il management di Yahoo! per facilitare la scalata ostile alla compagnia, gli azionisti hanno confermato in modo inequivocabile la loro fiducia a Yang e soci.
Sarò di parte, ma alla possibilità che Zune potesse sfondare non ho mai creduto. Eppure, peggio di così non si poteva fare. Un articolo di MaCity spiega come tanti soldi, tanto investimento, tanta pubblicità, tante risorse non servono a molto se non si usa anche un po’ di cervello.
La storia più dettagliata di questo ultimo periodo di convulse contrattazioni, rilanci, trattative nascoste, minacce di scalate ostili è quella di MaCity.
Dopo l’acquisizione di MySQL da parte di Sun, sembra proprio tempo di shopping. Per chi non la conoscesse, Trolltech è la società che ha sviluppato le librerie grafiche su cui si basa KDE.
Ecco le novità, come le riporta Punto Informatico:
Tra i regali da non fare per Natale, probabilmente c’è lo Zune (sì lo so, in Italia non c’è, ma che vuol dire, anche l’iPhone non c’è, non ci dovrebbe nemmeno funzionare eppure già ne ho visti due).
Oggi Google ha presentato Android, un’architettura per cellulari evoluta, basata su linux e, ovviamente, proposta come naturale estensione dei suoi servizi. L’azienda non produrrà cellulari direttamente (a meno che non lo ritenga necessario in un secondo momento) anche perché l’incarico è affidato alle numerose società che partecipano a questo progetto.
È una cattiva notizia per Apple? No. iPhone e il nascente GPhone sono figli di due visioni per alcuni versi identiche, per altri opposte. Sia Apple che Google hanno una impressionante predisposizione all’innovazione, spesso grazie ad intuizioni geniali ma applicate con gran senso pratico. Entrambe contano su un marchio forte, solido, apprezzato, capace di ispirare fiducia nell’utente. Esistono persino alcuni scambi di intelligenze (Eric Schmidt, CEO di Google, è nel consiglio di amministrazione di Apple; viceversa, Andy Rubin, uno dei creatori di Android, ha lavorato con Apple alcuni anni fa). Continua »
La storia di un’intervista doppia che non è mai stata fatta, di una domanda di Bill Gates e di una intera visione del mondo dietro il calo di prezzo dell’iPhone (di Robert X. Cringely)
è stato messo online su Google Video “Pirates of Silicon Valley“, un film del 1999 sulla storia di Apple e Microsoft. Il film è ben fatto e trasmette sinceramente l’atmosfera degli anni dell’ultima rivoluzione informatica, quella del personal computer.
è impressionante la somiglianza fisica di alcuni personaggi (per Steve Jobs c’è Noah Wyle, il Carter di E. R., ma il discorso vale anche per Ballmer, Captain Crunch, Wozniak etc.). La storia sembra complessivamente molto ben documentata salvo una caduta sul finale (forse per la necessità di chiudere sul colpo di scena) in cui si lascia intendere un acquisto di Apple da parte di Microsoft che in realtà non c’è mai stato.
Per la cronaca, la circostanza è quasi vera: il periodo in questione era molto difficile per entrambe le compagnie (Apple, dopo il ritorno di Jobs, versava ancora in pessime acque non solo economiche, mentre Microsoft rischiava grosso sul fronte antitrust e non poteva permettersi la comparsa del seppur piccolo concorrente). Fu così che i due si misero d’accordo e Microsoft fece una bella iniezione di capitale nel bilancio Apple comprando 150 milioni di dollari in azioni senza diritto di voto; garantì anche lo sviluppo di Office per Mac (la leggenda vuole che Apple si sia impegnata a non produrre mouse a due bottoni - ma che io sappia è leggenda). Apple riacquistò credibilità di fronte agli investitori, Microsoft salvò il concorrente lasciando libero il mercato e rifacendosi il trucco e dopo poco tempo le azioni furono silenziosamente riacquistate da Apple.
A parte questo dettaglio, non ho ravvisato errori grossolani; al contrario ci sono continui riferimenti ad episodi ben documentati ed abbastanza pittoreschi. Ne consiglio la visione, prima che sparisca da Google…
[Aggiornamento] - Il link non funziona più. Ne esiste un altro, ma a questo punto dobbiamo considerarli tutti provvisori