Se le normative sui diritti venissero applicate alla lettera e non secondo l’estro della RIAA e della SIAE non avremmo YouTube (né molto altro) e dovremmo rinunciare ad una immensa banca dati di materiale raro.
Ecco 50 cose (certo, di alcune saprei fare a meno, ma è un buon indice) che non avremmo a disposizione.
Dopo i vari tentativi falliti di proporre alternative a Wikipedia, Knol, il progetto di condivisione della conoscenza di Google, sembrava sulle prime un po’ presuntuoso. Ma abbiamo pur sempre a che fare con Google e forse anche questa volta potrebbe funzionare.
Per arricchire i nostri post non c’è niente di meglio di una bella immagine. Ma dove trovare belle immagini? Ovunque, direte voi, basta una ricerca su Google. Sì, ma quale diritto abbiamo di usare quelle immagini?
A volte capita di inserirne a caso dopo una rapida ricerca, linkandole dal proprio post. L’immagine rimane sul server cui appartiene e noi inseriamo un tocco di colore nel nostro blog. In questo modo però “rubiamo” banda al sito che la ospita, banda che potrebbe essere limitata (noi non lo sappiamo). In tal caso, quanto meno è forma di cortesia specificare la sede originale dell’immagine con un link che dia la possibilità al proprietario di essere visibile (oltre che riconoscergli il giusto credito).
Altra possibilità è scaricare l’immagine in questione e caricarla sul nostro server: ma quale diritto abbiamo di farlo? È un’immagine di pubblico dominio? È rilasciata con una licenza? Chi è l’autore? Se da un lato sono molto perplesso rispetto alla gestione dei diritti economici, soprattutto in Rete (mi riferisco alle condotte aggressive delle varie RIAA, MPAA, SIAE, IFPI etc.), dall’altra credo che sia giusto riconoscere ogni volta che possiamo il merito intellettuale all’autore di un’opera (anche se non esplicitamente richiesto).
La mia preferenza va quindi al motore di ricerca di flickr, che cerca immagini sotto licenza Creative Commons dai propri album e immagini prive di diritti da alcune teche pubbliche.
Potete pescare a piene mani da un archivio sconfinato di immagini spesso bellissime, usando la sola accortezza di verificare attentamente con quale licenza vengono rilasciate: in alcuni casi vi sarà richiesto semplicemente di specificare l’autore.
Arricchendo il vostro blog, incoraggerete anche gli altri utenti a usare lo stesso metro, a rispettare e riconoscere il talento degli altri, a promuovere la condivisione gratuita delle opere.
[Per l'immagine: "Autriche Archiduc Franz Ferdinand" - Ch. Chusseau-Flaviens, George Eastman House Collection]
Dopo averlo rilasciato gratuitamente sotto forma di download elettronico, i Nine Inch Nails pubblicano l’album “The Slip” in edizione limitata (250.000 pezzi, l’album è stato scaricato 1,6 milioni di volte).
Le confezioni contengono, secondo la scelta, cd, dvd con filmati inediti (alcuni dei quali disponibili sul sito) o vinile, tutti insieme ad un libretto. I pezzi sono numerati.
Il download elettronico gratuito continuerà “a tempo indeterminato”. Non so i prezzi, ma in Italia dovrebbe essere uscito il 21.
Dopo Ghosts I-IV (il primo gratis, gli altri tre a cinque dollari), i Nine Inch Nails ora distribuiscono il nuovo “The Slip” gratuitamente e addirittura sotto licenza Creative Commons.
La documentazione per programmare su Mac (e adesso anche iPhone) è sconfinata; inoltre è per la maggior parte gratuita ed ufficiale, così come gratuito è il kit di sviluppo (basta essere iscritti al programma degli sviluppatori). Purtroppo, anche se programmare per il Mac è diventato molto più facile di un tempo, soprattutto grazie al passaggio a MacOS X, è difficile creare anche l’applicazione più semplice se non si ha un minimo di esperienza ed una certa visione d’insieme.
Sto aspettando da mesi la terza edizione di Cocoa Programming for Mac OS X. È inutile imparare sulla seconda, ora che è uscito Leopard (che introduce alcuni cambiamenti radicali). Ma ancora niente, non si sa quando arriva (estate? autunno?). Se poi lo volessi in italiano, forse dovrei aspettare un paio di anni (ed allora magari avrò MacOS 11, chi lo sa). La documentazione ufficiale sul sito della Apple è molto completa, ma è anche caotica. Benché quasi tutto sia disponibile agli sviluppatori “online” (la versione base, quella gratuita), per accedere ai tutorial più interessanti bisogna essere accreditati (e pagare bei soldoni).
Per fortuna, c’è sempre una risposta “dal basso” (peraltro già aggiornata alle novità di Leopard). Grazie, Alex Clarke!