Ecco gli IgNobel del 2008
3 ottobre 2008 - Pubblicato da CMGEcco i premi!
C’è acqua su Marte. Meno male, ho una sete.
(Dice il Corriere che ora l’hanno anche vista, toccata e assaggiata. Non è liscia e non è gassata, ma nemmeno ferrarelle. Comunque, la NASA da mo’ che lo diceva).
P. S. - Alla mezzanotte del 1 agosto non aspettatevi nulla di serio.
Per Win, Linux ed ora anche MacOS X. La fisica può essere divertente.
» Phun
Se la cameriera vi sorride e voi pensate “questa ci sta”, probabilmente avete torto. Ma, coraggio!, non siete soli.
» Slashdot: Study Shows Males Commonly Mistake Sexual Intent
Il limite precedente era di ventisei. Ora un matematico di Stanford ha dimostrato che, indipendentemente dalla configurazione iniziale, qualunque cubo può essere risolto in non più di venticinque mosse.
Certo, se non si ha un supercomputer a disposizione può occorrere qualche mossa in più, ma vogliamo mettere?
» Slashdot: Rubik’s Cube Proof Cut to 25 Moves
Non so se dire “affascinante” o “impressionante”.
» Corriere della Sera: Stati Uniti, il robot a quattro zampe di “Guerre Stellari” è (quasi) una realtà
Ecco i frattali più belli del 2007!
Fra i widget di Dashboard che ho sul mio Mac, uno dei miei preferiti è Riding with Robots, che ad ogni avvio pesca un’immagine astronomica dall’omonimo sito.
Sarà, ma questo paesaggio marziano mi ha fatto un certo effetto. Chissà che non ci sia un po’ di queste sonde acciaccate e solitarie (nonché - contro ogni più rosea previsione - ancora funzionanti) nel prossimo film della Pixar, Wall•e.
Qualche tempo fa fece molto clamore sulla stampa generalista uno studio che dimostrava l’associazione fra alcuni videogiochi e la manifestazione di comportamenti violenti nei più giovani. Facile la conclusione: Doom fa male, fa impazzire i nostri bambini che poi passano al mitra.
Uno studio meta-analitico appena concluso smentisce tutto, partendo da un assunto abbastanza elementare: può un comportamento quasi ubiquitario (sono moltissimi i ragazzini che giocano con i videogames) essere predittivo di un evento estremamente raro (il comportamento omicida negli adolescenti)? Christopher Ferguson ha pensato di approfondire la questione e di pubblicare gli esiti.
Ars Technica, che riporta le conclusioni dell’articolo, pubblica quasi contemporaneamente un altro post sull’uso che gli adolescenti fanno dei programmi di messaggeria istantanea e sul modo in cui ciò influenzi le loro relazioni intepersonali.
Siamo sicuri che sia così facile capire cosa “faccia male ai ragazzi”?