Trent Reznor sull’operazione Radiohead

18 Marzo 2008 - Pubblicato da CMG

Su Ars Technica, il commento di Trent Reznor sull’operazione effettuata dai Radiohead.

» Ars Techinca: Reznor: Radiohead offering was insincere, industry is inept

Ghosts I-IV

5 Marzo 2008 - Pubblicato da CMG

NINSi è molto discusso dell’operazione compiuta dai Radiohead, che hanno distribuito online il proprio album lasciando al pubblico la piena libertà sul prezzo. Chi ha ritenuto l’esperienza fallimentare (forse proprio i Radiohead stessi, che hanno ripiegato su forme di distribuzione più convenzionali) probabilmente aveva calcolato male gli obiettivi (non mi attardo in considerazioni che richiederebbero uno spazio congruo).

Trent Reznor ha sempre sostenuto la distribuzione su Torrent della musica, propria ed altrui, protetta da copyright o meno, ed è coerente con questa posizione anche nelle proprie politiche commerciali. Da tempo, due suoi brani (e non parliamo di B-side di scarso successo) sono disponibili come file di GarageBand, con voce e strumenti separati ognuno in una propria pista in modo da poter essere presi, tagliati, copiati, spostati o remixati a piacere (oltre che ascoltati, ovviamente).

Ora è online Ghosts I-IV: 36 brani in mp3 DRM-free (o anche in Apple Lossless per i più esigenti) ad un prezzo di soli cinque dollari, ma i primi nove sono disponibili gratuitamente. Avrebbe senso, a questo punto, spendere ben 300 dollari per l’edizione limitata in 2500 copie?

Non sforzatevi di trovare la risposta, tanto non è più disponibile: esaurita.

» Nine Inche Nails: Ghosts

Dave Watanabe ci ripensa

16 Gennaio 2008 - Pubblicato da CMG

A proposito di Inquisitor e di quanto precedentemente segnalato, Dave Watanabe deve aver fatto un bell’esame di coscienza (o di prospettive commerciali): oggi esce la nuova versione del plug-in per Safari.

What’s new? La risposta, da Version Tracker:

In response to user feedback, Inquisitor 3.0 (v52) now explicit tags product/affiliate links in search results and, furthermore, now includes an user preference to disable these links all together.

Inquisitor is freeware, made possible by the inclusion of affiliate links. This revenue source is small but critical in ensuring Inquisitor’s future development. If you choose to disable these links, please seriously consider donating to Inquisitor as an alternate means of support.

I (labili) confini dell’etica

8 Gennaio 2008 - Pubblicato da CMG

Inquisitor è una piccola, preziosissima applicazione che permette di ottenere da Google i risultati di una ricerca mentre la si digita nell’apposita finestra di Safari (finché non la si prova non se ne sente la mancanza, poi decisamente sì).

Uscito inizialmente ad un prezzo di 5 dollari, Inquisitor è poi diventato gratuito. Lo sviluppatore, Dave Watanabe, lo utilizza per promuovere altre apprezzate applicazioni shareware (Acquisition, un client P2P; XTorrent, un client torrent; NewsFire, un reader RSS).

Inquisitor

Fin qui, niente di strano: molti programmatori rilasciano applicazioni gratis (”Why is Smultron free? Because software is art”, Alexis Kayhill, citata neanche a farlo apposta proprio oggi da PuntoInformatico a proposito di un ottimo text editor freeware, sempre per Mac). Alcuni lo fanno per promuovere altri versanti del loro lavoro, e anche in questo non c’è nulla di strano. Altri ancora creano software gratuito per l’utente, ma che genera loro dei profitti in altro modo (ad esempio con la pubblicità, come accadde ad una delle ultime versioni di Eudora, oppure utilizzandolo come strumento di vendita di prodotti specifici, come nel caso dell’ottimo LinoType FontExplorerX).

Le soluzioni insomma sono varie, da quelle più eleganti a quelle più grossolane, ma di norma l’utente ha libertà di scelta e piena coscienza di ciò che fa.

Un blogger di nome bonaldi ha però fatto una piccola scoperta: i risultati offerti da Inquisitor non sono perfettamente identici a quelli ottenuti dalla pagina di Google: cercando “Nikon lens reviews”, il primo risultato era un link ad Amazon, cosa che non accade lavorando manualmente nel motore di ricerca. Se si seleziona il link proposto, Inquisitor indirizza alla pagina, ma in realtà vi accede attraverso un altro link, invisibile, che certifica un rapporto di affiliazione fra Watanabe e Amazon.

In pratica, per farla breve, Inquisitor propone come primi risultati dei link che fruttano denaro all’autore del software senza che l’utente lo sappia.

I commenti a questa scoperta, sia sul blog di bonaldi che su TUAW che ha ripreso la notizia, sono i più vari, sia a favore che contro la condotta di Watanabe (al di là delle ripercussioni economiche, lo zoccolo duro dei navigatori si irrita moltissimo quando un programma fa qualcosa che non sia chiaramente dichiarato, come nel caso delle applicazioni che, anche per le finalità più innocenti, “chiamano casa“).

Prese separatamente, spesso le cose sono limpidamente giuste o sbagliate (guadagnare denaro è legittimo, rilasciare software gratuito è apprezzabile, nel farsi pagare da terzi per offrire un servizio gratuito non c’è niente di male etc.). Il punto è nella loro combinazione: dove e come trasparenza, guadagno economico, gestione delle informazioni si intrecciano in un modo che possiamo complessivamente definire “sbagliato”?

Free: non così semplice

2 Novembre 2007 - Pubblicato da CMG

Tim O’Reilly affronta il tema della pubblicazione gratuita online approfittando dell’esperienza di Scott Adams, l’autore del celebre Dilbert, e di un articolo che ne discute comparso su The Millions. La sintesi è che non esiste una ricetta buona per tutti e che alla fine “Free è più complicato di quanto si possa pensare”.

I due articoli colgono però risvolti originali, che non si limitano alla questione della semplice gratuità. Dice per esempio Adams (citato da The Millions), quando ha dovuto cancellare, su richiesta dell’editore, del vecchio materiale dal proprio blog perché stava per essere pubblicato in un libro:

“Un numero sorprendente di lettori si è sentito offeso personalmente dal fatto che avessi tolto materiale che prima era disponibile gratuitamente, anche se lo avevano già letto. Era come se mi fossi introdotto nelle loro case e avessi strappato le pagine dai libri che stavano negli scaffali. Si sono sentiti violati”.

» The Millions: Giving It Away for Free
» O’Reilly Radar: “Free is more complicated than you think”

Google, Timeo Danaos…

28 Ottobre 2007 - Pubblicato da CMG

Google fa un uso abbondante di MySQL, che adatta e rielabora alle proprie personalissime esigenze. Il codice usato dalla grande G sui propri server è più segreto della formula della Coca-Cola, per cui ha fatto notizia il rilascio alcuni giorni fa di alcune di queste modifiche a tutto vantaggio della comunità MySQL.

Cringley unisce i puntini e fa alcune interessantissime ipotesi sugli obiettivi dietro questa manovra, disegnando un futuro più che probabile.

» The Future is Cloudy: Google’s plan to host ALL our applications.

La matematica: gioie e dolori (ma più dolori)

24 Ottobre 2007 - Pubblicato da CMG

Su Slashdot, l’annuncio che uno studente di Birmingham ha vinto 25.000 dollari provando che la macchina di Turing di Wolfram è universale.

Per me sarebbe sicuramente più facile vincerli partecipando al concorso citato nel post precedente, anche perché pur sapendo vagamente cos’è una macchina di Turing non ho la più pallida idea di cosa effettivamente questo giovanotto abbia dimostrato (in quaranta pagine, se può essere una giustificazione).

Comunque, la cosa mi ha ricordato un altro articolo di Slashdot comparso qualche giorno prima, in cui un lettore chiedeva quale fosse il modo migliore per imparare la matematica da soli.

Ebbene, l’informazione in Rete assume diverse caratteristiche a seconda della materia trattata: se si tratta di storia, politica, cultura, scienze umane in genere, si trova di tutto e con i gradi più diversi di accuratezza. Ma se si tratta di informatica o di materie strettamente tecniche, si ha un quasi assoluta certezza che le informazioni, peraltro largamente disponibili, siano anche esatte.

La matematica però fa eccezione. Come l’informatica, è una disciplina assolutamente tecnica, non interpretabile; come l’informatica, esistono diversi gradi di competenza. Come mai allora non esistono tutorial? Come mai non è possibile partire da zero (o da molto in basso) e costruire una propria competenza grazie ad Internet?

Se avete la risposta (o se sapete indicarmi qualche sito), fatemelo sapere, metterò tutto online su Asterione. E soprattuto, se invece siete dei matematici e vi piacerebbe contribuire, contattatemi.

I Pirati espugnano l'IFPI (ma solo su web)

16 Ottobre 2007 - Pubblicato da CMG

Forse troppo presa dalla caccia ai pirati del download libero, l’associazione dei fonografici ha lasciato scadere il proprio dominio e se lo è visto sfilare di sotto il naso. Proprio da loro.

» La vendetta dei pirati svedesi

David Pogue prova il laptop da 100 dollari

5 Ottobre 2007 - Pubblicato da CMG

Sul New York Times, una recensione dettagliata di David Pogue sul laptop da 100 dollari voluto da Negroponte e ora divenuto realtà.

» Laptop With a Mission Widens Its Audience

Trent Reznor: “Rubate la mia musica”

18 Settembre 2007 - Pubblicato da CMG

Frontman (e anima) dei Nine Inch Nails, reagisce così alla politica dei prezzi dei CD in Australia. Via Slashdot.