Windows 3.11 va in pensione
6 Novembre 2008 - Pubblicato da CMGEbbene sì, fino a ieri era ancora commercializzato. E a ragion veduta…
- MaCity: Windows 3.11 ritirato dal commercio
- Punto Informatico: Windows 3.11 va definitivamente in pensione
Ebbene sì, fino a ieri era ancora commercializzato. E a ragion veduta…
Mi smentisco subito: la nuova campagna di Microsoft è maledettamente efficace. Peraltro, evidenzia i limiti ed i pericoli delle campagne comparative: Apple ha preso in giro per mesi Windows, ma da oggi quegli stessi spot sembrano deridere gli utenti di Windows.
La differenza è sottile, ma non proprio irrilevante.
Dopo solo due puntate - e proprio quando sembrava vagamente a prendere una (strana) forma - la campagna di Microsoft con Jerry Seinfeld è stata cancellata.
Bye bye Jerry, si passerà ad una campagna più aggressiva che prenderà di mira gli spot Mac & PC di Apple.
La notizia mi dà modo di pensare.
Ecco un po’ di riscontri:
Staremo a vedere (ma non sapremo mai come andava a finire la serie con Seinfeld).
Non ripeto quello che la stampa specializzata sta riferendo ovunque (nuovi iPod nano coloratissimi, iTunes 8, nuovi iPod touch, ritocco del Classic etc.). Mi limito quindi ad un paio di segnalazioni volanti.
Il colpo grosso della serata, a mio avviso, è Genius. Non sono mai stato un fanatico delle playlist anzi, odio perdere tempo a girare nella libreria di iTunes. E quando la propria libreria musicale contiene diverse decine di GB di canzoni il suo contenuto si fa… sfuggente. Esistevano diversi sistemi per assemblare la musica in modo più o meno casuale, ma il risultato, alla fine, era sempre quello: casuale.
Genius permette di selezionare una canzone (ad esempio, perché no?, “Bruise” dei Chairlift, colonna sonora del nuovo splendido spot degli iPod nano) e modella la playlist su quella. Non sembra nulla di speciale, finché non lo si prova: il risultato è stupefacente. Per quanto mi riguarda, è la fine delle playlist manuali.
La seconda segnalazione riguarda il materiale già online: lo streaming dell’evento; per chi preferisce, lo stesso in formato podcast su iTunes; un’intervista a Steve Jobs sul sito della MSNBC: da non perdere la faccia di Jobs quando (intorno al minuto 5:30) gli viene chiesto se ha visto lo spot con Bil Gates e Seinfeld.
Non c’è molto da commentare, metto solo insieme un esempio della campagna Mac & PC (la serie completa è disponibile sul sito della Apple) e il primo spot della campagna da 300 milioni che Microsoft ha pianificato per rinfrescare la propria immagine. Boh.
Alla lenta morte di Netscape molti pensavano che la guerra dei browser si fosse conclusa a vantaggio del terribile Explorer; invece poche volte il mercato dei navigatori web è stato vitale come in questo periodo. Firefox gode di ottima salute (quasi il 20% di quota) e Safari è in crescita esponenziale (oltre il 7%, cui si aggiunge mezzo punto per la versione per iPhone), tanto che il browser di Microsoft sta scendendo al suo minimo storico (73%). A questi si aggiungono i vari Opera, Flock, Camino, OmniWeb, iCab, Konqueror etc.
Fra i concorrenti di explorer, due sono i principali motori di rendering delle pagine HTML: Gecko, sviluppato da Mozilla per il suo Firefox (e varianti) e KHTML alla base di Konqueror e Safari (assumendo per quest’ultimo la specifica denominazione di “WebKit”).
In questo mercato vitalissimo (e terribilmente competitivo) si lancia ora Google, con l’annuncio di un nuovo browser chiamato “Chrome”.
Chrome avrà un’interfaccia originale (con una curiosa collocazione dei tab), navigazione privata e filtri anti-phshing, pieno supporto a Google Gears, autocompletamento intelligente, una pagina home personalizzata con i nove siti frequentati più spesso ed infine alcuni accorgimenti sul fronte della programmazione (la separazione dei processi fra le singole finestre).
Nonostante Google sovvenzioni Mozilla, il motore scelto è WebKit. I prossimi mesi saranno interessanti: Explorer 8 sembra mantenere le sue promesse di compatibilità fino ad un certo punto, Safari passerà alla versione 4 (con supporto HTML5, CSS3, DB in locale), Firefox gode ormai di una base di installato più che solida e Google può contare su un’immagine molto convincente. Vedremo!
A dispetto dei tentativi da parte di Microsoft di indebolire il management di Yahoo! per facilitare la scalata ostile alla compagnia, gli azionisti hanno confermato in modo inequivocabile la loro fiducia a Yang e soci.
Dopo un anno di tira e molla, Microsoft ha deciso che era ora di staccare la spina, nel disappunto generale dei suoi clienti.
Punto Informatico ci scherza su.
Sarò di parte, ma alla possibilità che Zune potesse sfondare non ho mai creduto. Eppure, peggio di così non si poteva fare. Un articolo di MaCity spiega come tanti soldi, tanto investimento, tanta pubblicità, tante risorse non servono a molto se non si usa anche un po’ di cervello.
» MaCity: E alla fine lo Zune non va
» C|Net: Zune struggles to find the right pitch
La storia più dettagliata di questo ultimo periodo di convulse contrattazioni, rilanci, trattative nascoste, minacce di scalate ostili è quella di MaCity.